04 settembre 2006
Dalla Thailandia alla Cambogia - IL CONFINE
Ma perchè quando arrivi in questi posti ti devono sempre per forza fregare. Quando poi le fregature provengono dalle forze dell'ordine ti vien proprio da pensare di trovarti in un paese senza speranza. Insomma si lascia la Thailandia per entrare in Cambogia. Nella città di frontiera, Poipet, posto assai squallido costellato di casinò, il benvenuto ci viene prontamente fornito all'ufficio dei visti. 20$ per il visto, 100B (dopo contrattazione) a testa per averlo alla svelta. Eravamo solo in 4! è la prima volta che mi capita di pagare una tangente e non è una bella sensazione. E' anche degno di nota sottolineare che, data la magnanimità del governo cambogiano che intende facilitare l'afflusso dei turismo dalla Thailandia, il visto di 20$ può essere pagato anche 1000 baht, cioè 25$, con un tasso di cambio degno di un bagarino.
Buttata giù a fatica questa prima beffa, veniamo caricati su un bus gratuito, messo a disposizione dei turisti sempre dal magnanimo governo cambogiano, che ci scorta fino alla dogana: 100m, tutto OK. Lo stesso bus ci porta gratuitamente alla fermata dell'autobus. Ad accompagnarci è niente di meno che l'ufficiale di dogana. Ho ingenuamente pensato che la stazione degli autobus fosse un posto, seppur sgangherato, con degli autobus, delle destinazioni e una biglietteria. Mai pensiero fu più stolto e puerile. La stazione era un piazzale polveroso dove arrivavano solo taxi a prezzi esorbitanti e minibus altrettanto cari. Taxisti, autisti, doganieri e ufficiali fanno evidentemente parte di un'unica associazione a delinquere legalizzata, atta a spellare il turista fresco di arrivo. Alla fine da 40$ che dovevamo pagare per il taxi diretto a Battambang, siamo riusciti a pagare 16$ per un taxi collettivo, condiviso con altri 3 passeggeri adulti e un bambino molo piccolo.
Non sono riuscita a capire come si potesse evitare di essere così evidentemente fregati. Non c'è una vera e propria stazione perchè nn ci sono autobus, ma penso che i taxi collettivi possano essere trovati in tutt'altro luogo e, ovviamente, a tutt'altro prezzo.
Se avessi scritto questo pezzo la sera stessa da Battambang, sarebbe stato molto più sarcastico e cattivo. Ormai è passato tanto tempo e la Cambogia mi ha lasciato un bel ricordo. Ma continuo a pensare che un paese con un'amministrazione così spudoratamente corrotta, non possa che essere perduto. Ma l'ONU, dov'è?
12:10 Scritto in thai - cambogia | Link permanente | Commenti (2) | Manda
08 agosto 2006
Panta rei
Qui non vale. Il traffico non si muove. Per fortuna i colori sgargianti dei taxi e dei tuk tuk fanno pendant con gli archi eretti ai lati dei ponti. Gli archi... gli archi sono assolutamente l'apoteosi del kich, la quintessenza del cattivogusto. Di solito portano giganteschi medaglioni con la foto del re o della famiglia reale. Un'enorme album di famiglia malscattato.
Siamo a Bangkok, immersi in un'afa degna di nota e in un tasso di ozono che passa qualunque tipo di limite previsto dalla legge. Il 90% della popolazione veste polo gialle e pantaloni neri. Non ho capito perche' ancora, ma dato che non penso proprio siano tutti angoleiriveri, immagino che quelli siano i colori della corona e tutto il popolo thailandese li indossi in occasione del 60esimo compleanno del re. Questo ho evinto dai tabelloni appesi un po' ovunque, scritti purtroppo in thai e quindi ci sta bene che abbia preso una discreta cantonata.
Afa e puzzo e rumore, ma anche la consueta sensazione di pace che provo quando i miei piedini scalzi toccano il suolo asiatico. Dentro ai complessi dei templi si respira un'atmosfera di tranquilllita' e 'lento divenire', la qualita' dell'aria migliora e l'espressione serafica del buddha lascia intendere che prima o poi le cose inizieranno a girare nel verso giusto, basta crederci.
15:00 Scritto in thai - cambogia | Link permanente | Commenti (2) | Manda





