29 marzo 2008

Era l'ora

Who else, if not the scientists, is responsible for setting guidelines for defining progress and for protecting the interests of future generations?

Richard R. Ernst,
Nobel per la Chimica, 1991
Angew. Chem. Int. Ed.
2003, 42, 4434
 

Firmate l'appello:

Le scelte energetiche per il futuro dell’Italia

Ho sempre pensato che il Prof. Vincenzo Balzani (UniBO) fosse una gran persona. I miei lettori ex-Unifi riconosceranno anche alcuni nomi significativi nella lista del comitato promotore...

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28 febbraio 2008

How to plan your career... what's next!

Yesterday I followed a postdoctoral training course: How to plan your career... what's next! It's nice to see how in this civilize country, people spend time to make you figure out what you really like to do. They help you to do the right choice. Of course, in a place where all the doors are open, you really can have the luxury to choose.

By the way... it didn't clarify the big mess in my mind. What's next... tough topic. I built up my whole career in an Italian academia for realizing... later... that simply I didn't like it. That's all. I don't like the academia. I don't like the 'publish or perish', the 'I'm better than you' based in the journals impact factors, the 'It's gonna be useless but I keep making this because I have a disposal student' and above all the never ending feeling to be a pupil.

Thinks change and I keep changing. A few years ago I would have found satisfaction in having a very good paper, now I really want to make something useful, to give a proper contribution in science and that definitely drives me directly to a Pharma company.

And so... what's the next question? obviously... WHERE? Here o there? I still have a sort of patriotic feeling that address me to go back. I can't believe that my home country doesn't give me the opportunity of a good job! But, come on, let's be realistic! I'll be lucky if I'll be able to find a job. I better start to accept this thing and try to focus on the advantages of good weather, pizza e pasta, defined seasons, slow down. And if I get fed up at some point, I can leave forever.

Eventually I'll let the Faith to make its own course and I'll send some CVs and hope. At the end of the day, everybody knows the golden rule: be in the right place at the right moment, as for finding a parking. Dura lex sed lex. I've never been so good in that but I might improve.  

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02 agosto 2006

Sul calo del desiderio scientifico

Ci ritroviamo qui, il 2 agosto, in un Polo semideserto. Io faccio il back-up del mio PC di lavoro. Perchè lo faccio? Perchè spero di riuscire a andare via. Questa cosa mi sembra sempre più complessa da raggiungere, giorno dopo giorno.

Siamo in due o tre ancora superstiti, in attesa di partire ognuno per la propria vacanza, a lavoricchiare-cazzeggiare-scaricare-scrivucchiare. Nessuno di noi è animato da chissà quale fuoco per la scienza. O meglio, nessuno di noi lo è più. E perchè?

Ce lo siamo chiesto tantissime volte e nessuno è riuscito a trovare una risposta soddisfacente. Mancanza di stimoli, mancanza di mezzi, mancanza di competitività costruttiva, mancanza di responsabilità. Un po' tutte queste cose messe insieme. E di chi è la colpa? e chi lo sa. Probabilmente anche nostra.

E' che molto spesso ci si sente come se si nuotasse controcorrente nella melassa. Qualunque cosa nuove non crea entusiasmo ma fatica aggiuntiva. Qualunque spinta propulsiva al miglioramento viene snobbata. Alla fine ci siamo scocciati e io che, come è noto, mi drogo di adrenalina, ho smesso di lottare e mi sono dedicata ad altro. Ho lasciato che questa vena si inaridisse e adesso spero di irrorarla di nuova linfa andandomene da qui. Una nuova fuga, ma proiettata al ritorno.

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18 maggio 2006

Almeno loro mi fanno far carriera

In attesa della risposta del secondo step di valutazione della MC mi guardo intorno. Meno male c'è Google. Google sa ed è mio amico e mi segnala posti vacanti di post-dottorato per cui 'applicherò' se la MC va male. Alla fine mi incuriosisco e digito il mio nome.

Google mi trova fra gli autori di alcuni articoli scientifici, come docente (già fatto elegantemente fuori tramite mail) di Biotecnologie, come former coworker del Prof di Dresda. Infine trova un articolo dell'Unità dello scorso ottobre.

Suvvia, almeno loro mi fanno far carriera! Lo prenderò come un buon auspicio.

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19 gennaio 2006

ALEA IACTA EST

medium_io_briaa.jpgJA FOI

(Io e Marti in fase ubriaco-euforica, più o meno con le stesse facce di poco fa alla macchinetta del caffè, io per un motivo, lei per un altro)

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04 gennaio 2006

Parole, parole, parole

Capisco che ultimamente non parlo d'altro e che chi mi è vicino già è costretto a ascoltare i lamenti a voce o sul messenger e si sentirà male quando aprirà il blog e realizzerà che la sto menando anche in questa sede, ma sono esterefatta/un po' stressata/anche malata (oggi). E sopratutto mi sono trasformata in una donna dipendente dalla ricezione di messaggi di posta elettronica sulla mail di lavoro (su quella di piacere lo ero da tempo) con il dito incancrenito a forza di cliccare il tasto invia/ricevi di outlook.

Oggetto: Richiesta Borsa Europea di Mobilità

Osservazione: dopo una notevole full immersion di termini tecnico-burocratici in inglese mi fa fatica anche solo pensare a una traduzione sensata, quindi non so se quello che scriverò sarà comprensibile in lingua italiana. Fate lo sforzo di pensare che esisterà di sicuro un termine in inglese simile a quello in italiano che non vuol dire nulla e state leggendo, che riassume esattamente ciò che voglio dire.

Siamo ricercatori che chiedono soldi alla comunità europea per far ricerca in qualche paese diverso da quello d'origine. Ora, in nome della sinteticità e della prosaicità, signore supreme di tutte le scienze, secondo me è più che sufficiente scrivere un progetto scientifico dettagliato, interessante e attuale corredato da un solido curriculum vitae che attesti che si è in grado di svolgere ciò che si va declamando.

Errore. Grossissimo!!!

Progetto e CV sono solo una piccola parte di ciò che è richiesto di scrivere nella proposta. La maggior parte dell'inchiostro necessario (parecchio) viene sprecato per puntualizzare quanto il ricercatore è bravo e capace e unico nel suo genere e che solo lui è in grado con la sua immensa saggezza di portare a termine il progetto proposto, senza il quale l'europa regredirebbe all'età della pietra. MA, nonostante il ricercatore abbia già la scienza infusa, la HOST INSTITUTION, nella persona del suo supervisor e dei suoi colleghi, è a un livello assai superiore, oserei dire supremo. Quindi, il già parecchio dotato ricercatore, entrando in contatto con una Institution semidivina non può che innalzare il suo grado di sapienza e con esso la competitività dell'Europa, che quindi si sente soddisfatta per averlo pagato. C'è proprio una parte in cui si è tenuti a specificare PERCHE' l'Europa ci dovrebbe pagare e IN CHE FORMA si pensa un giorno di rendere questo contributo. Ecco!! 16 pagine di chiacchiere in inglese ripetendo sempre le stesse cose ma in maniera diversa.

Naturalmente, compresi proposta scientifica e CV (corredato di altre inutili chiacchiere) si arriva a una venticinquina di pagine, più tre di dati sintetici. 28 pags. Per scriverle è stato necessario scaricarsi da -udire, udire- il sito di supporto al sito ufficiale -tanto è chiaro- qualcosa come 5 guide di una cinquantina di pagine l'una. E meno male che esistono....

Ho elaborato una teoria: secondo me è volutamente così complessa. Lo scopo è la darwiniana selezione della specie.

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29 novembre 2005

Brainstorming

Non sono abituata a pensare così tanto, ho paura che mi faccia male! Nella situazione di torpore intellettuale in cui versa l'università italiana, passare un'intera giornata a pensare a un progetto, a progettare una sintesi, a studiare pacchi di letteratura è un evento rarissimo. E sembra quasi di stare a perdere tempo, quando invece dovrebbe essere un lavoro di routine.

Lo scienziato pensa.

Qui no, invece, qui, lo scienziato deve produrre. E con il ddL Moratti non potrà che essere peggio, dato che il cordone ombelicale con il padre scientifico sarà sempre meno facile da recidere.

Io, dopo tanti anni di mera produttività, non sono più abituata a pensare e fatico da morire tanto da farmi venire il mal di testa. Ma studiare e progettare e creare è l'unica cosa che rende questo lavoro bello e interessante, solo produrre lo rende sterile e inaridisce i neuroni.  I miei son così secchi che ci vorrà un po' prima che riprendano vita, ma ce la possono fare. Questa è l'ultima chance che ha la chimica.

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14 luglio 2005

Fottuta di Neuroni

19.30: un chimico e un matematico che studiano e chattano per pauseggiare

M: cos'è un abstract?
C: è un riassuntino che si manda x un congresso
C: dove c'è scritto quello che fai
C: e che presenterai più in dettaglio al congresso stesso
C: chiaro???
M: e a che congresso devi congressare?
C: a ottobre
C: non posso neanche fare figure di merda perchè ci sono un mucchio di cervelloni
C: che certo non cagheranno me, ma cmq...
M: puoi scriverci: '' comunque per concludere vorrei dedicare due parole alla chimica, questa magnifica arte che mi ha dato oggi la possibilità di esporre il mio 'abstract'. Dove sarei oggi senza la chimica? Più volte mi son posta questa domanda senza mai trovare risposta certa. Eppure oggi più che mai sento che tutte le materie scientifiche hanno in comune una cosa in particolare; una cosa di cui tutti i discepoli della scienza usufruiscono: essa è chiamata in ambito tecnico 'fottuta dei neuroni' e consiste per l'appunto nel rincoglionimento completo dell'individuo e nell'alienazione totale dal mondo reale.
M: e ringrazio soprattutto voi, o cervelloni, che ne fate un gran uso e siete per tutti noi un gran esempio. Grazie''
M: e lì ovazioni

C'è tristemente un fondo di verità in questo...

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08 aprile 2005

Il ricercatore del 2000

Di seguito una mail di un paio d'anni fa di uno dei miei più geniali amici. Tratta l'argomento assai dibattuto dei ricercatori di oggi, che, con l'imminente (o no, non si sa più) approvazione del DdL Moratti sono stati definitivamente relegati "fuori dal giardino".

Per il piacere di chi passa da queste parti:

CONTRADDIZIONI

Oh.

qua c'è il sole, e sarebbe anche una bella giornata. mi fa un pò male la schiena, però.
probabilmente è il crampettino di ieri che dall'ano sta risalendo verso le spalle.

ci sono novità interessanti che ti avevo anticipato: potrei diventare ricercatore. sono il primo di una generazione di ricercatori che diventano ricercatori senza sapere cosa ricercare. comunque se mi pagano per ricercare cosa ricercare, va bene.

infatti, la sicurezza economica è importante. Jung diceva che avere una casa con giardino è indispensabile per la salute mentale. questo implica che 3monti, che ha una casa con giardino, è mentalmente sano. io non ho una casa con giardino ergo sono mentalmente insano.

perchè 3monti ha una casa con giardino?

perchè ha grandi idee, quindi è un grand'uomo, quindi ha tanto grano, quindi ha un grande giardino.

perchè io non ho un grande giardino?

perchè non ho ancora deciso cosa ricercare, quindi non ho grandi idee, quindi non ho tanto grano, quindi ho un minigiardino a mezzo con una pantegana. che quindi è mentalmente insana.

uno potrebbe domandarsi (lecitamente) ma scusa ma che caz di grandi idee c'ha 3monti? un lo vedi com'è messo?

questa domanda spiega perchè i geni sono sempre incompresi (anche se hanno grandi giardini). 3monti è un genio (già il nome è geniale).

un esempio su tutti? come ha risolto il problema di trovare i soldi per pagare i ricercatori che non sanno cosa ricercare.

una mattina è entrato nel gabinetto dei ministri (oh si chiama così per davvero) e con un'espressione estatica dipinta sui suoi 3menti ha divinato: "aumentiamo alcol e sigarette per pagare i ricercatori".

appena ho letto la notizia, sono transustanziato. ho capito che ho un piccolo giardino perchè non tutti si nasce ugualmente dotati.

pensa la perfezione geometrica, sublime del sillogismo:

1. i ricercatori non sanno cosa ricercare
2. per questo sono frustrati
3. essendo frustrati bevono e fumano
4. più bevono e fumano, più lo stato ci guadagna
5. più lo stato ci guadagna, più soldi ha per pagare i ricercatori

l'iterazione ciclica del modello è virtuosa: ogni volta che da 5 si ritorna a 1, il giardino di 3monti aumenta la sua estensione di un'area di grandezza pari a un campo da calcio

mio dio, mi sono detto. per fortuna siamo nelle mani di una persona con 3palle. finalmente posso mettermi il cuore in pace, e godermi il mio piccolo giardino, graziosamente decorato dagli escrementini della pantegana.

grazie 3monti, grazie di esistere

ciao

andrea

p.s.

stanotte ho avuto una visione. non allarmarti, non sto diventando pazzo, lo sono già (dovresti vedere il mio giardino: ci vuole la lente)

nella visione, ho visto 3monti che si avvicinava verso di me e, improvvisamente, ho compreso che è un essere mutante: le 3menti nascoste dentro i suoi 3menti competono per sopravvivere e avere il dominio assoluto dei 3monti. questo spiega l'origine della sua intelligenza cubica.

per fortuna era solo un sogno....

13 novembre 2003

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