21 novembre 2008

L'ultima

Pare che oggi Berlusconi abbia difeso la proposta di legge sulle classi ponte, cioè classi separate in cui verrebbe insegnato l'italiano ai bambini di immigrati prima di consentirne l'accesso alla scuola elementare.

Lodevole iniziativa.

Peccato che un bambino di 5 o 6 anni in un paio di mesi una lingua straniera l'abbia già imparata, se a contatto ogni giorno con altri bambini madrelingua. E peccato anche che i bambini italiani imparino l'italiano in prima elementare. Io in 6 mesi parlavo un inglese decoroso partendo da un livello bassissimo e di anni ne avevo 32. Perchè ogni giorno ce ne deve essere una che mi fa tappare la vena. Questa penso che sia il disegno di legge più grave, ipocrita, razzista e xenofobo che sia stato proposto. Bambini prima della prima elementare. Discriminati. Ma perchè non fare anche delle corsie di ospedale separate e degli autobus per i negri? (si perchè io li chiamo negri vabbene? e lo faccio perchè c'ho duemila amici negri e loro si chiamano negri!)

Vivrò anche in una città del cazzo, violenta, giocattolo, adatta a pazzerelli in cerca di avventure, ma quando la mattina scendo a South Kensington e vedo scolaresche di bambini che vanno al Natural Museum in fila per due per la mano e a tenersi la mano sono bambini neri come la pece e bianchi come il latte, bambine chiaramente di origine medioorientale e cinesi, penso che quello si che è il primo passo per una società multiraziale, plurale e che esalta il rispetto delle diversità. Oggi non è così purtroppo, ma quando fra 30 o 40 anni quei bambini saranno la classe dirigente e avranno fra gli amici di una vita, gli ex compagni di scuola, persone di tutti i colori, allora penso che le cose potranno essere diverse, migliori.

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Commenti

bè io credo una cosa: la necessità di aiutare i bimbi appena arrivati nell'approendimento della lingua italiana nasce dalla difficoltà degli stranieri ad integrarsi nel nostro Paese: normalmente si ritrovano tra di loro, inaccetti dalla maggior parte della società come compagni di quotidianeità, e parlano la propria lingua. In casa, tra amici...le difficoltà per un bimbo di apprendere correttamente una lingua quando la parla solo per poche ore al giorno sono tante. Il punto è, secondo me, quindi, oltre e prima della scuola: sarebbe necessario costruire una politica di integrazione profonda come ad esempio c'è in Germania. Solo che manca la volontà politica e sociale di investirci e il problema viene spostato ai suoi effetti superficiali sulla convenienza degli italiani.
Peccato, poi, che questi effetti che tutti considerano provocati da extracomunitari, spesso sono provocati dagli stessi italiani che l'italiano non lo sanno nè prima nè durante nè dopo le elementari. Come dimostrano i discorsi del nostro Presidente del Consiglio e dei suoi scagnozzi.

Scritto da : La Vero | 21 novembre 2008

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