08 febbraio 2010

Tempi duri

Invece di sprecare tempo e energie a lamentarmi su quanto la scienza mi sia ostile, dovrei ogni sera ringraziare Dio (e Eric) che ho ancora un lavoro. GSK ha chiuso a Verona e a Harlow, Merck ha fatto festa l'anno scorso a Latina, Astrazeneca in UK ha ridotto del 40% il personale annunciando i licenziamenti alla cena di Natale.

Ma se ripenso che quando mi sono iscritta a chimica mi si diceva che, una volta laureata, mi avrebbero chiamato a casa (non esistevano i cellulari) per offrirmi lavoro, ma quante bestemmie dovrei tirare ogni giorno che Dio (perlappunto) mette in terra?

E parlo ancora da una posizione privilegiata, dall'alto del mio contratto a tempo determinato che pero' per i prossimi anni mi permettera' di sbarcare il lunario.

Chi crede ancora nella ricerca, alzi la mano.

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03 febbraio 2010

Stategie di vita

Quando la meta inizia a apparire fumosa e non piu' cosi' importante, e' forse il caso di cambiare rotta? Non mi va di rischiare di navigare in acque agitate per degli anni per poi rischiare di scoprire che l'isola non c'era o se c'era, era inabitabile. E poi mi sta scappando il timone di mano.

20 gennaio 2010

Propositi per il 2010

Ho aperto e richiuso questa pagina. Non ho nulla da dire!

08 ottobre 2009

Nobel per la Chimica

Premio Nobel per la chimica andato a tre biochimici. Ok, ci sto... la chimica pure inizia ad avere un peso minore specie nelle scoperte di grande impatto "sociologico" e quindi è giusto che il Nobel sia andato a dei biochimici. Del resto non sono da tempo più un chimico puro nemmeno io, imbastardita prima dalla chimica medicinale e poi dalla radiochimica. Sono irrimediabilmente attratta dalle situazioni borderline come ho dimostrato più volte negli ultimi tempi.

Quello che non è giusto è che un qualsiasi giornalista di Repubblica si metta a sparare puttanate qui chiamando i chimici puri a una specie di insensato esame di coscienza su come il futuro della scienza confluisca nelle scienze della vita e su una loro ipotetica perdita di identità. Forse il signor giornalista ignora che la biochimica non riuscirà a fare a meno della chimica per ancora parecchi anni. Forse non sa il signore in questione che a poco serve capire i meccanismi biochimici se poi non vi si può intervenire a nostro vantaggio per, ad esempio, curare le malattie. E chissà come per fare delle nuove medicine serve il chimico medicinale, che è in primis un chimico organico e che ha fatto della chimica organica pura per imparare a lavorare e soprattutto sfrutta il lavoro di tanti altri chimici puri per far si che le sue ricerche riescano.

Sono un po' suscettibile ultimamente sui luoghi comuni riguardanti la scienza.

Sarà che chi non è uno scienziato non ha idea di cosa voglia dire fare della scienza. Non ha idea di quante risorse, idee, tempo che il più delle volte sembra tempo perso, passione e risolutezza ci possa volere. Specialmente nella chimica.

Quindi il Nobel che sia Nobel per la Chimica e che venga a volte dato a dei biochimici...

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19 agosto 2009

underpressure

E' abbastanza difficile combattere ogni giorno con la sensazione costante di non sentirsi all'altezza di quello che si sta facendo! Dopo tanti fallimenti, arriverà anche qualche soddisfazione? O come al solito verrà dopo tante di quelle giornate passate a battere la testa nel muro che nn riuscitò nemmeno a godermela?

Stasera avrei proprio bisogno di un mojito sulla spiaggia.

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